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La nostra storia

La storia di Altobello Carni si intreccia a doppio filo con quella del suo fondatore: Altobello Iannone. Uomini di razza e dal carattere determinato, dalla passione sterminata per il proprio lavoro. La storia di Altobello Iannone è quella di un uomo che si è fatto da sé, che ha tenacemente creduto in quello che aveva intuito come un grande sogno. Il palcoscenico di quest’avventura, San Giovanni di Tornareccio, l’ha visto nascere nel 1928 e ha visto crescere quest’uomo che, di lì a poco, avrebbe iniziato la sua brillante attività di allevatore.

Era il 1950: duecento suini componevano l’allevamento di Altobello Iannone ed il piccolo molino aziendale cominciava a funzionare a pieno ritmo per alimentare, in maniera del tutto naturale, questo germoglio di un’azienda che ai giorni nostri compete sui mercati nazionali ed esteri. Già vent’anni dopo, nel 1970, sono già duemila i suini allevati da una vera e propria azienda moderna, efficiente e tecnologicamente avanzata.

Oltre all’allevamento, Altobello Iannone si dà alla coltivazione: completano la sua attività trenta ettari di terreno interamente coltivato a seminativo naturale, perché, come sosteneva il fondatore “i maiali del mio allevamento devono crescere sani, altrimenti dove sta la differenza?”. Una scelta di campo rimasta intatta fino ai giorni nostri: i 4800 suini di Altobello Carni s.r.l., proprio come alle origini, sono alimentati con sostanze del tutto naturali.

Se l’attività di trasformazione e vendita dei prodotti è stata intrapresa nel 1986, risale al 1989 l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’attuale complesso in contrada San Giovanni, terminati nel 1994: l’8 marzo di quell’anno, infatti, fu salato il primo prosciutto in uno stabilimento tecnologicamente molto avanzato e attento all’energia sostenibile, dove oggi lavorano dieci tra dipendenti e tecnici specializzati.

Dopo aver consegnato le redini dell’azienda ai figli Francesco e Cinzia, Altobello Iannone è venuto a mancare il 31 gennaio 2014 all’età di 86 anni, lasciando un vuoto incolmabile in chi l’ha conosciuto, e ad un intero territorio l’eredità di un’azienda che rappresenta un vero e proprio vanto.

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